martedì 1 giugno 2010

Dopo l'iPad, ecco l'iPed. E' cinese, costa molto meno e legge il formato Flash


A Shenzen, città cinese famosa per il "tarocco", non stanno mai con le mani in mano: del primo prototipo di tavoletta made in China ne avevamo parlato qualche tempo fa. Ora arriva l'iPed, non identico ma assai simile alla creatura di Jobs, a cominciare dal nome, meravigliosamente storpiato anche sulla confezione. Sotto vedete il video di una trasmissione giapponese che fa il confronto con l'originale (da cui è tratta la foto sopra) e da cui è partita la notizia, subito raccolta dall'Afp.



Simile (esteriormente) è simile, ma cambia tutto. Intanto il sistema operativo è Android di Google - con tutte le libertà del caso, come l'uso di Flash -, mentre il microchip interno è della Intel. Diverso poi, ovviamente, è il prezzo: 105 dollari, al cambio 86 euro, contro i 499 di quello originale da 16 Gb, la memoria interna dell'unico modello prodotto e già in vendita di iPed, provato per esempio da Techi. E il sito che si occupa di nuove tecnologie non ne parla male. Anzi. Secondo chi ha svolto la prova comparata, bastano ormai pochi anni perché queste copie siano anche migliori degli originali.

qui il video

intel e il codice vp8


Un portavoce di Intel ha confermato che la società aggiungerà il supporto per il codec VP8/WebM all'interno dei suoi SoC Atom CE, concepiti per i dispositivi di nuova generazione, non appena il formato diverrà sufficientemente popolare. La Google TV, recentemente presentata dalla società di Mountain View (ved. questo nostro articolo), si baserà proprio sul chip Intel Atom CE4100. Grazie ad esso tutte le "abilità computazionali" del televisore o del "set-top box" vegono integrate in un singolo circuito integrato (in un solo chip sono contenuti processore centrale, chipset, controller, sottosistema grafico,...).
In autunno dovrebbero essere commercializzati i primi modelli di televisori Sony che incorporeranno la tecnologia "Google TV" mentre Logitech dovrebbe presentare i suoi "set-top box".

Il chip SoC di Intel offre la possibilità di decodificare in hardware diversi codec video. Secondo Intel, anche senza l'accelerazione hardware, la decodifica dei contenuti multimediali realizzati con il codec VP8 dovrebbe comunque consentire, per i primi tempi, una fruizione fluida dei video. Non appena il chip integrerà anche il supporto per VP8, si dovrebbe registrare un minor consumo energetico e dovrebbe poter essere possibile decodificare più flussi video senza sovraccaricare troppo la CPU.

L'Intel CE4100 è già in grado di decodificare due flussi video realizzati con i codec H.264, VC-1 od MPEG 2. In alternativa il chip può gestire un video MPEG 4 Part 2 (DivX o Xvid, ad esempio). Si tratta di formati scelti per la loro ampia diffusione sul mercato. Se VP8 riuscirà ad ottenere un ampio successo, Intel agirà di conseguenza.

VP8/WebM (ved. anche questo articolo) è guardato con interesse anche da Mozilla ed Opera. E' oramai certo che WebM sarà direttamente supportato, insieme con HTML5, all'interno di Firefox 4.0 (ved. questa notizia).
Ad abbracciare subito VP8 sarà anche il riproduttore multimediale opensource VLC che, nella versione 1.1, non ancora rilasciata nella sua "veste" definitiva, promette di supportare il formato recentemente "aperto" da Google.

Come avevano sottolineato nei giorni scorsi (ved. questa news), non mancano comunque gli ostacoli lungo il cammino che VP8 dovrà compiere per giungere alla sua affermazione su vasta scala. In molti sono cauti nel riferirsi al codec VP8 come ad un software "aperto" dal momento che, per adesso, così com'è, potrebbe non essere candidato ad ottenere il "via libera" da parte dell'OSI ("Open Source Initiative").
Da parte sua, inoltre, la MPEG LA - titolare dei diritti sul codec H.264 - ha criticato VP8 sostenendo che il formato violerebbe alcuni brevetti di sua proprietà. Non mancheremo di seguire i prossimi sviluppi.

google abbandona microsoft solo linux e mac


LE MANOVRE sono iniziate lo scorso gennaio, dopo gli attacchi subiti da Google da parte di hacker cinesi. Per questioni di sicurezza, Google avrebbe deciso di dismettere il sistema operativo Windows dai computer dei suoi diecimila dipendenti per passare all'OsX di casa Apple. Evidentemente l'azienda di Mountain View ritiene l'architettura Unix dei computer dei Mac meno penetrabile di quella del sistema operativo Microsoft. Mac Os non sarà l'unico sostituto di Windows, rivela un dipendente, ma di certo quello che verrà maggiormente utilizzato accanto a Linux. Un cambiamento epocale per un'azienda del calibro di Google, che dovrà sostituire il "parco computer" di migliaia di lavoratori, formare quelli non avvezzi a Linux o MacOs e di fatto dichiarare, anche se non pubblicamente, che non ritiene affidabili i prodotti Microsoft per quanto riguarda la sicurezza.

Una fonte interna all'azienda rivela al Financial Times che a tutti i nuovi assunti viene proposta la scelta tra ambiente operativo Mac o un pc basato su Linux. "Non utilizzeremo più Windows", dichiara la fonte, "per motivi strettamente di sicurezza. E' ancora possibile utilizzare Windows sui laptop dell'azienda, ma non più sulle postazioni desktop". Chi vuole continuare ad usare Windows ha bisogno di un permesso speciale concesso da un dirigente, e acquistare un nuovo pc con Windows richiede l'approvazione dei responsabili dei sistemi aziendali. Al momento Google non commenta ufficialmente la notizia, ma da Mountain View trapela l'indicazione che sarebbero stati gli stessi dipendenti a migrare spontaneamente verso Linux e Mac non sentendosi più sicuri dopo gli attacchi dello scorso gennaio.

L'enorme diffusione di Windows nel mondo ha reso la piattaforma, oltre che estremamente popolare, anche la più sensibile agli attacchi esterni e la più conosciuta dagli hacker e dai programmatori di virus. La mossa di Google non ha incontrato il favore di tutti i dipendenti, alcuni ben abituati dall'azienda stessa ad utilizzare il sistema per loro più comodo. Ma la fonte del Financial Times aggiunge che probabilmente Google avrebbe scontentato più persone se avesse impedito l'utilizzo di MacOs.

Insomma Windows non era già il sistema operativo di riferimento all'interno di Big G, e questa manovra sarebbe solo un docile ma definitivo giro di vite. Che forse serve anche a far capire quanto ormai le due aziende siano concorrenti diretti, con Google decisamente avanti in termini dei risultati sul web, mentre Microsoft domina sul mercato dei sistemi operativi, in cui Windows ha la fetta più grande. Ma che Big G proverà ad attaccare a breve con Chrome Os, il suo sistema basato sull'accesso diretto al web, una delle possibili rivoluzioni del futuro prossimo. A Mountain View infatti si cerca già da ora di indirizzare i dipendenti a lavorare su Chrome OS: Google vorrebbe un'azienda operativa sulle strutture tecnologiche interne. Per ora software, ma chissà forse un giorno anche di più. Fino all'autarchia completa, una muraglia elettronica molto simile a quella concreta di Pechino, che nei piani di Google dovrebbe rendere l'azienda inespugnabile.

Sapere se il proprio pc e compatibile con windows 7



windows 7 l' ultimo sistema di casa microsoft e molto piu leggero rispetto al suo predecessore windows vista.
infatti per far girare windows 7 bastano solo:
processore: 1GHz
ram:1gb (512mb sono sufficienti vedremo piu avanti come fare)
memoria video;128mb
spazzio hard disk:16gb liberi
per controllare tutto questo e vedere se le proprie periferiche sono compatibili, microsoft ha messo a disposizione un piccolo programma chiamato "windows 7 upgrade advisor" scaricabile qui
questo programma e di semplice utilizzo, Dopo aver installato Windows 7 Upgrade Advisor, e aver lanciato la scansione, i risultati forniranno una prima panoramica sulla possibilità di aggiornare il sistema.
finita la scansione vi dirà anche quale tipo di installazione e più adatta al vostro pc

Il successore di windows 7


La Rete torna a parlare di Windows 8. Chris Green, un ex dipendente di Microsoft, ha pubblicato sul proprio blog MSDN, probabilmente per errore, un documento che mostra la roadmap predisposta dall’azienda di Redmond per il rilascio di una serie di applicazioni, fra le quali Windows 8.

Il post è stato rimosso, ma Stephen Chapman del sito Microsoft Kitchen è riuscito a recuperare e a pubblicare il documento, dove si legge che la disponibilità della versione RTM (Release To Manufacturing) di Windows 8 è prevista per il primo luglio 2011. Fra poco più di un anno, quindi, ammesso che il documento sia veritiero, gli utenti potranno scaricare quella che, di fatto, sarà la versione finale del nuovo sistema operativo, al netto, ovviamente, degli eventuali bug rilevati in fase di testing. Per il 2 luglio 2012, invece, Microsoft dovrebbe sfornare Windows 8 Server.

Rispetto alle precedenti indiscrezioni, il documento lascia intendere che a Redmond i lavori sono in fase piuttosto avanzata: i passati rumors, infatti, indicavano il 2012 come anno del possibile rilascio di Windows 8. Il nuovo sistema operativo dovrebbe portare con sé l’inclusione del supporto ai cluster e alla replicazione, al fine di migliorare le prestazioni, e novità in relazione all’accesso ai file.

Secondo quanto trapelato sinora, inoltre, le API relative alla funzionalità Ibernazione/Ripristino dovrebbero integrare e utilizzare il nuovo motore di compressione dei file .TLZ. Ci si attende anche un potenziamento della Kernerl Patch Protection, miglioramenti per la funzionalità di Desktop Remoto e una rinnovata interfaccia utente basata su un framework di nuova generazione.
il sistema operativo candidato a succedere all’attuale Windows 7 e in fase di sviluppo nei laboratori dell’azienda di Redmond.

Secondo quanto segnala Neowin, il sito russo Wzor è riuscito a entrare in possesso e a pubblicare una serie di screenshot della build 7700.winmain.100122-1900, una nuova versione di Windows 7. Sebbene la visualizzazione degli screenshot non fornisca elementi di novità, il passaggio dalla built 7600 (Windows 7 RTM) alla built 7700 potrebbe suggerire la disponibilità di una prima milestone che aprirebbe poi la strada alla prima versione Alpha di Windows 8 e alla successiva Beta.

Che Microsoft sia al lavoro su Windows 8 è oramai fatto assodato, ma ci preme sottolineare che gli screenshot sono stati trafugati, che non vi è, quindi, nulla di ufficiale, e che l’ipotesi di Neowin potrebbe rivelarsi infondata.

Nel frattempo, Microsoft ha segnalato l’esistenza di un problema relativo a Windows 7: il sistema operativo avrebbe segnalato ad alcuni utenti problemi relativi alla batteria dei loro computer portatili, notebook e netbook, equipaggiati con Seven. In altri casi, la durata della batteria risulterebbe inferiore alla norma. Secondo quanto comunicato da BigM, il problema riguarderebbe il firmware del sistema e i messaggi di alert inviati da Windows 7 sarebbero dei falsi positivi. In attesa di rendere disponibile un eventuale aggiornamento del firmware, Microsoft consiglia, in presenza dell’alert, di contattare il produttore del portatile.

Computer 3d l' ultima frontiera del informatica

Stanno per debuttare sul mercato i primi Stereoscopic 3D PC. Si parla di un sistema S3D di Asus con tecnologia 3D Vision di NVIDIA e monitor da 24 pollici.

Secondo la società di analisi e ricerca Jon Peddie Research, a fine 2010 si conteranno circa 900.000 computer dotati di tecnologia 3D, per un volume globale di mercato pari a circa 640 milioni di dollari. Entro il 2014, gli Stereoscopic 3D computer raggiungeranno i 75 milioni di unità vendute, per un giro d’affari complessivo di 34 miliardi di dollari, mentre i contenuti compatibili con le macchine S3D si attesteranno a un valore di mercato pari a 4,5 miliardi di dollari.

Un vero e proprio boom, che sarà accompagnato dallo sviluppo di videogiochi per PC, film in Blu-ray disc, servizi di IPTV e streaming video, software per l’editing di fotografie e filmati, suite di elaborazione grafica dedicate ai professionisti. La terza dimensione, le cui potenzialità sono state esaltate da film come Avatar e Alice in Wonderland o da eventi sportivi come il Roland Garros, è destinata a sconquassare il mercato dei personal computer e a rivoluzionare le abitudini degli utenti e degli appassionati di tecnologia.

A patto di essere disposti, almeno in una prima fase, a sborsare cifre piuttosto elevate, perché, sottolinea JPR, sebbene molti PC saranno S3D compatibili grazie alle GPU, non tutte le macchine potranno essere S3D PC, poiché questi hanno bisogno di un monitor speciale, occhialini e contenuti adeguati.

Le indiscrezioni vogliono che sia Asus uno dei primi produttori a immettere sul mercato un sistema S3D, basato sulla tecnologia 3D Vision di NVIDIA e dotato di un display stereoscopico da 24 pollici.

tratto da webmasterpoint.org